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Day #2 – Boston College

novembre 6, 2015

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Questa mattina è iniziato il mio personal update del Colleges Tour. Appuntamento con Dan McDermott alle 12:00 al suo ufficio. Dan è un vecchio studente che dopo essersi laureato, ha iniziato il suo percorso con l’Athletic Department. Oggi è il DBO (Director of Basketball Operations), una sorta di team manager della squadra. Dan non ha ambizione di fare l’allenatore ma fare la carriera amministrativa per diventare un giorno il Direttore di un Dipartimento Sportivo.
Il College è tra i più importanti del panorama universitario americano. Per chi non ha la fortuna della scolarship (la borsa di studio), la retta di un anno di studio è di circa 65.000$ a stagione!  Chi studia qui, al termine dei 4 anni, ha lavoro assicurato.

Dan mi fa visitare la parte dedicata al basket, dagli uffici, agli spogliatoi (ogni giocatore ha una sedia/poltrona con logo dell’università e personalizzata con il propio nome…!), la sala riunioni della squadra (una sorta di mini sala da cinema, roba da emozionare gli occhi e la mente…), la palestra da allenamento, l’arena da 8.600 spettatori…!

L’llenamento inizia alle 13:00 con 5 minuti di attivazione del preparatore. A dire il vero inizia con un haddle a metà campo dove il coach non risparmia parole di fuoco (per usare un eufemismo…) verso alcuni giocatori arrivati al pelo o con qualche minuto di ritardo. Gli ricorda tra l’altro che la partita di stasera è gia iniziata ed altro ancora…well done coach, I appreciate!

Poi divisi per ruoli sui due canestri, lavoro di tiro 1c0 solo con gli assistenti. Venti minuti di lavoro, poi tutti su una metà campo per proseguire ancora con altro lavoro di tiro. Si va avanti con 40 minuti circa di 5c5 “vero” a metà campo che comprende anche una parte di 5c0 di refresh su giochi e rimesse.
Si chiude con tiri liberi e urlo a mezzo campo. Ci si vede stasera x la partita..

Finito allenamento sento in un italiano incerto ma deciso : “Ehi, mio paesano Marco, come stai?” E’ uno degli assistenti, Scott Spinelli che dal cognome si capisce di origini italiane, per la precisione marchigiano.
Scott è assistente da tanti anni con college diversi tra cui Maryland. Ha reclutato tanti giocatori che abbiamo visto in Europa ma anche nell’NBA. Persona affabile e fuori da convenevoli, si vede che ha “mangiato” tanta strada x esperienze fatte. E si vede che ha una parte di sangue italiano.
Mi racconta un pò di storie sia personali che della squadra, è felice del suo lavoro ma ovviamente punta in futuro ad essere capo allenatore dove sarà possibile. Mi mostra anche un video di suo figlio, 13 anni ma una capacità di trattamento di palla come pochi x quell’età. Scott mi dice che cercherà di fargli prendere il passaporto italiano.

Dan torna a prendermi dalla mia postazione di osservazione in tribuna. Mi porta a conoscere il Director of Athletic Department, il sig. Brad Bates.
La sig.ra Jill Hegarty, assistente di Brad mi annuncia e Brad viene ad accogliermi.
Brad Bates è un giovane direttore, credo che avrà intorno ai 45 ani. Persona distinta ma alla mano, educato e disponibile in una conversazione estremamente piacevole. Lo trovo intento a seguire in tv una delle sue squadre del College, una partita femminile di hockey su prato. Si vede che è una persona che ama il suo lavoro, gli si legge dagli occhi per come vive le cose che dice della sua Università, dei suoi collaboratori, dello staff e degli studenti.

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Brad ha un ufficio proprio nel mezzo tra l’arena del basket (il nome dell’arena è Silvio Conte…) e lo stadio del football. Ma la particolarità è che le vetrate del suo ufficio sono una sorta di tribuna VIP sullo stadio del football, postazione privilegiata.
Racconto a Brad il motivo e le ragioni del mio Colleges Tour e gli chiedo molte info sul College. Mi parla di una giocatrice italiana, Martina Mosetti che è qui a Boston da due anni. Mi racconta della squadra femminile di basket che questa estate ha fatto un summer tour in Italia.
Conclusa la conversazione Brad mi accompagna nuovamente da Dan, il DBO. Mentre passiamo davanti la palestra di allenamento, vediamo una ragazza che sta facendo tiro con un assistente. La fortuna vuole che sia la Mosetti.

Brad la chiama interrompendo il suo allenamento. Gli dice che voglio conoscerla. Mi presento con un ciao e Martina rimane un pò stupita. Si inizia a parlare italiano con il piacere del Direttore Brad che si diverte nel vederci conversare nella nostra lingua. Con la Mosetti ci diamo appuntamento più tardi per l’exibition game degli uomini.
Brad mi accompagna negli uffici del basket e conosco l’Head Coach, Jim Christian.
Gli faccio subito i complimenti per l’inizio allenamento, da persona seria e professionale. Mi piace il coach, diretto e spontaneo. Sembra rigido a vederlo da fuori ma parlandoci è persona affabile.
Scambio di chiacchiere e business card dove mi invita a contattarlo x qualsiasi necessità.
Lascio Dan nel suo ufficio e mi facio un giro per il campus. Beh ormai non mi sorprendo più, molto di quello che vedo lo avevo vissuto alla Loyola a Chicago qualche anno fa. Tutto pulito, ordinato, villette nel verde dei prati e degli alberi ormai quasi spogli, un ambiente di grande quiete. Ma dalle ore 16 circa diventa un brulicare infernale di studenti che si spostano all’interno del campus. Sembrano colonie di formiche alla ricerca frenetica di qualcosa.
È game time.

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