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Day #3 – Boston College

novembre 7, 2015

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Torno a Boston College con piacere dopo la giornata di ieri. Questa mattina vedo allenamento della squadra femminile, ieri sera ho preso con piacere un impegno con Martina Mosetti (vedi post precedente) nel vedere il suo allenamento di oggi.
Martina è una ragazza solare, con occhi vivi e veri, ti mette gioia vederla e sentirla parlare. Sarò molto attento al suo allenamento, mi ha chiesto di dirgli cosa penso finito allenamento. Lei ha le idee abbastanza chiare e sta in quello che il suo Coach le chiede. Ha un ruolo importante come quello di playmaker ed è molto contenta di poter giocare in quel ruolo. Ieri sera dopo l’exibition game della squadra maschile, ci siamo visti e parlato a lungo. Mi ha raccontato un po’ di cose dal suo arrivo dello scorso anno, a questo secondo anno che ha iniziato. Nelle sue parole un mix di emozioni, sentimenti, un susseguirsi di onde vocali discrete ma corpose, un piacere ascoltarla.

Mi ha raccontato qualcosa che aggiunge al mio già enorme stupore del College day by day, sempre più ammirato, se mai ce ne fosse bisogno, di questa realtà di oltre oceano. Pensate che il College, il suo dipartimento, dà ad ogni ragazza un iPad dove lo staff, alla fine di ogni giornata, manda a tutte le giocatrice il filmato dell’allenamento…!!! A volte solo alcune clip selezionate dal suo staff. Alla mia domanda “ma quante volte vedi i tuoi allenamenti” mi risponde “sempre, mi aiutano a capire cosa devo fare per migliorarmi ed aiutare le mie compagne…!” Chapeau! Parole al miele che qualsiasi allenatore vorrebbe sentire e Martina non mi sembra ragazza che mente, anzi. Martina è talmente dentro quello che sta facendo e lo fa con voglia e consapevolezza della grande occasione che ha avuto con la scholarship di Boston College.
Arrivo in palestra  alle 11.45 e mi accoglie una delle assistenti probabilmente informata del mio arrivo da Martina. Molto gentile, come tutti del resto, mi fa accomodare su un lato lungo del campo. Dopo poco arriva il coach che si presenta. Un tipo tosto al primo impatto che si conferma per come sta in campo. Deciso, chiaro, diretto e se sgarri, non te lo manda a dire. Ci scambiamo pensieri sul nostro lavoro e sulle nostra “vision” di allenatori. Mi piace, è una persona concreta. Prima dell’allenamento l’huddle a metà campo. A seguire piccola attivazione con il preparatore e subito dopo tre sprint up and down a tutto campo (finalità?). A seguire vi elenco in carrellata un po’ del lavoro svolto.

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Divise su tre dei sei (!) canestri, lavoro di 1c0 con variazioni su partenze e soluzioni. Poi 1c1 in corsia centrale con un assistente passatore. Il lavoro viene svolto dai vari assistenti (un uomo e quattro donne) ed il coach osserva attentamente quello che fanno le ragazze. Poi 3c3 con due assistenti in appoggio in ala; passaggi tra gli assistenti con skip pass, passaggi a chi è aperto. Obiettivo è negare ricezioni da tagli in area, negando qualsiasi ricezione dentro, in post alto e post basso. Chiude l’esercizio il tiro di una delle assistenti e la verifica del tagliafuori difensivo. Durante lo sviluppo dell’esercizio, una delle assistenti ferma il tutto non contenta dell’ennesimo rimbalzo d’attacco; fondo campo e sprintare up and down.
Si va avanti con esercizio di contropiede a tutto campo con dai e vai con angolo opposto; dieci canestri realizzati consecutivamente per cambiare esercizio. Oltre agli assistenti, ci sono vari “manager”. Chi si occupa di asciugare il campo o dare assistenza alle giocatrici, chi del cronometro, sia per la durata degli esercizi a tempo, sia per il count down dei 30 secondi. Eh già, loro utilizzano i 30 secondi e non i nostri 24. Poi c’è il responsabile “video coordinator”, Brandon; durante l’allenamento registra sul suo pc, tutto l’allenamento, usufruendo di una telecamera sistemata nella parete centrale della palestra che manovra con un joystick dalla sua postazione. Ma oltre a registrare l’allenamento, fa anche un lavoro di montaggio immediato delle cose di cui avrà poi avrà bisogno sulle richieste dello staff tecnico. Di Brandon, vi dirò più avanti.

L’allenamento prosegue con un 3c0 a t.c., andata tic-tac e ritorno tipo “treccia atlanta”, sempre con 10 canestri consecutivi. Segue T.L. divise sui 6 canestri.
Dopo la pausa acqua, la squadra si divide su 4 stazioni di lavoro sull’1c0 con palla dopo ricezione. Martina esegue i movimenti di 1c0 con grande attenzione sia nel trattamento di palla ed equilibrio sull’arresto e tiro, sia nell’immaginare e controllare il suo ipotetico difensore. Si passa all’1c0 da dai e segui e difesa guidata. Martina ha leadership e personalità, comunica non solo con le compagne ma anche con il suo coach chiedendo per se ma credo anche per qualche sua compagna poco loquace!
Si va al 4c4 a 1/2 campo sulla difesa dai blocchi in allontanamento. Al comando del coach “switch” chi è in attacco lascia palla a terra e difende sullo stesso canestro, chi è in difesa va in attacco sempre sulla stessa metà cercando di mettere in crisi la difesa nel trovare il canestro più rapido e facile. Dopo il tiro, c/p all’altro canestro.

Durante l’allenamento, il Coach ed i suoi assistenti, enfatizzano molto sulla comunicazione, cosa che già ieri mi aveva anticipato Martina.
Si cambia esercizio passando al 5c5 handicap da fondo campo: obiettivo, la difesa deve presidiare l’area nel più breve tempo possibile x non concedere lay up e dare il tempo all’ultima giocatrice di recuperare in difesa. Gara a 11 pts, chi perde fa push up.
Si chiude l’allenamento con 5c5 attacco alla zona pari. Concetti: palla dentro in post basso ed alto. Quando la palla entra nell’area, se non si ha soluzione, cercare angolo sul lato opposto alla palla. L’attacco è interessante e prevede blocchi in area non facili da difendere come scelte. Ultimo 5c5 attacco al press dopo T.L.. Anche qui idee interessanti.

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Dopo l’allenamento Brandon, il video coordinator, mi dedica un po’ di tempo spiegandomi nei dettagli il suo lavoro di record e selezione frames durante l’allenamento. Poi il suo lavoro continua in ufficio per preparare quello che lo staff gli richiede. Un lavoro non facile da fare in diretta durante l’allenamento e molto dispendioso temporalmente, magari a volte per montare pochi frames. Ho chiesto a Brandon di inviarmi qualche dettaglio digitale del suo lavoro, mi incuriosisce molto capire cosa fa in più e di diverso di quello che già conosco.

Il Coach dopo un’intervista con un giornalista locale, si intrattiene con me e parliamo dell’allenamento. Gli faccio i complimenti per il ritmo che cerca di far mantenere sempre alto a tutte le sue giocatrici. Lui lascia molto spazio ai suoi assistenti che hanno facoltà di inserirsi magnificamente all’interno dell’allenamento, mai sovrapponendosi tra loro od al coach. Mi dice di essere molto contento di Martina, della sua attitudine, dell’essere un bell’esempio anche per tutte le sue compagne che si trascina dietro.

Il campo di hockey su ghiaccio, situato sotto il campo da basket

Il campo di hockey su ghiaccio, situato sotto il campo da basket

Torno negli uffici del basket maschile. Il Coach ed il suo staff stanno rivedendo il video della gara di ieri. Vado a salutare Bryan ed a ringraziarlo per la sua estrema cortesia e disponibilità di questi giorni. Saliamo al piano superiore per salutare Il Direttore Brad ma la sua segretaria mi dice che è in una riunione. Ricevo più tardi un messaggio al telefono da parte del Direttore che si scusa per non essere riuscito a salutarmi. Un gesto educato e molto cortese.

Mi reco a Hillside Cafè del Campus dove ho appuntamento con Martina che, dopo allenamento di circa 2 ore e 15 minuti, si è fatta un’altra ora in sala muscolazione….
Ci prendiamo un caffè e facciamo una gradevole conversazione. Lei ci teneva che le dicessi del suo allenamento. Qui andiamo in privacy ma la mia sintesi è estremamente positiva. Martina è una tosta che ha cervello e sa come arrivare. Farà sicuramente bene e se il basket un giorno non sarà più il suo primo ed unico target, sarà di sicuro una persona affermata nel mondo del lavoro.  Giovanni Lucchesi ed Andrea Capobianco mi avevano detto di lei. Il mio report sarà estremamente positivo. Brava Martina, go ahead and never give up.

Boston College ti saluto, domani mattina mi trasferisco a Providence alla Brown University. Un’ora e cinque minuti di treno da Boston, direzione sud. Mi fermerò a Providence per 3-4 gg dove andrò a visitare  oltre alla Brown University anche i Friars del Providence College.
See you soon.

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