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Day #7 – University of Rhode Island

novembre 11, 2015

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Ieri è stata una giornata terrificante, avrei avuto bisogno di 12 ore in più nella stessa giornata, troppe cose fatte, da fare e che avrei potuto approfondire. Ma va bene lo stesso.

Oggi si va in direzione sud, University of Rhode Island, circa un’ora da Providence. Per la prima mezza ora il traffico sulla Interstate 95 scorre veloce, poi in prossimità dell’uscita di North Kingstown, improvvisamente tutto bloccato, a passo d’uomo. Speriamo sia un incidente di poca entità ma che i curiosi, purtroppo, amplificano curiosando sull’accaduto. E’ il delirio più totale che mi fa tornare alla mente i flashback delle giornate peggiori sul G.R.A., il grande Raccordo Anulare di Roma. Quattro corsie ma è come dirigersi verso un imbuto fai fatica ad entrarci. Per fortuna troviamo solamente un pick-up finito fuori strada. E la fila è proprio per i soliti curiosi. In questo, tutto il mondo è paese…
Si riparte e dopo qualche miglio, lasciamo la 95 e percorriamo una parallela secondaria. Una strada a due corsie che attraversa una distesa di boschi ormai quasi totalmente spogli. Tra qualche settimana, qui sarà uno spettacolo passarci, la neve probabilmente sarà l’attrice principale della rappresentazione di madre natura. Ed il prossimo Natale ci si incastonerà perfettamente impreziosendo il tutto come la gemma più preziosa.

Inizia a piovere, niente di particolare, le previsioni lo avevano anticipato. Ormai dovrei quasi esserci.
Uno studente mi dice dove scendere anche se non sà quale sia la palestra dove si allenano quelli del basket. Ne resto un po’ sorpreso, anche perché a Kingston nel campus, non è che ci siano milioni di attrazioni. E la cittadina è di quelle a dimensione d’uomo.
Incrocio due studenti che mi danno indicazioni per raggiungere la palestra. Attraverso un parcheggio che a confronto, quello dello stadio olimpico di Roma considerandolo da Ponte Milvio all’aula bunker, è niente a confronto.  Vedo una prima struttura a vetrate ed in lontananza si distinguono figure che giocano a basket. Non mi convince anche perché sono con magliette una diversa dall’altra e questo, in un college, non sarebbe mai permesso per motivi di sponsor e per l’immagine dell’Università.Infatti avvicinandomi si scorge che sono degli studenti. Entro in un ufficio e chiedo ad altri studenti che, mi sembra, non abbiano idea di dove sia il campo di allenamento. Se non sapessi di essere a Rhode Island, qualche dubbio mi verrebbe di aver sbagliato campus…Addirittura devo dirgli io l’orario esatto per ritrovarlo su un programma ma nonostante questo, non sanno dirmi dove è. Ma può essere una roba del genere? Se tu vai a Rhode Island, non è che sei a Los Angeles e neanche a Boston. E sopratutto dovresti sapere dove è l’arena del basket, e questo anche se dovessi essere una new entry. Mah…
Mi rivolgo ad un’altra impiegata che con estrema cortesia controlla e finalmente mi dà le indicazioni giuste. La signora, disabile su carrozzella, esce dalla sua scrivania e stanza e mi fa strada per darmi le ultime indicazioni. Un lungo corridoio mi porta all’esterno per poi raggiungere il campo di gioco.
The Ryan Center è un impianto da 7800 spettatori. Mi chiedo ancora come quella gentil donzella non si sia mai accorta di una tale struttura! Beata ragazza…
Entro nell’arena al livello del campo da gioco. Ci incrociamo subito con lo sguardo con Jim Carr, l’assistant coach. “Ehi Marco, come in” mi saluta calorosamente invitandomi ad andare dal lato panchine. Scambio di saluti e mi accomodo a bordo campo. Jim è un simpatico signore che avevo avuto modo di conoscere questa estate in occasione dei Campionati Europei Under 20 di Lignano. Metto mano subito al mio blocco notes federale. Questo quaderno/appunti arancione, è un ottimo prodotto per la maneggevolezza e praticità, viste le dimensioni. Un articolo ben fatto. I giocatori sono quasi tutti sul campo. Jim mi chiede delle Università che ho visitato. Fatta la sintesi, Jim mi dice di Nicola Akele. Lo chiama e Nicola con faccia un po’ sorpresa si avvicina con curiosità per poi sfoderare un bel sorriso nel riconoscermi. I saluti di rito, gli chiedo come si trova e mi dice che sta benissimo. Gli dico che il posto è un po’ isolato e lui con grande naturalezza mi risponde “meglio, così sto più concentrato nelle cose che devo fare!”
Chapeau Nicola, ben detto. Gli assistenti iniziano a dare le prime disposizioni ed indicazioni, l’allenamento inizia. Ci vediamo dopo, Ake.

Divisi su due metà campo, 5c0 rimessa fondo, con varie opzioni. Mentre fanno 5c0, a metà campo due graduate assistant sono già pronti per la consegna dei cardio-frequenzimetri in telemetria. Indossano i cardio e si dirigono tutti a metà campo: il coach Hurley parla.
Dopo il breve briefing, attivazione con il preparatore senza palla. Da fondo campo andature più qualche esercizio a mezzo campo con stretch dinamico.
Primo esercizio abbastanza complesso da spiegare. Comunque è un lavoro a tutto campo che prevede concetti per prendere buone abitudini dal rimbalzo difensivo alla chiusura di un contropiede/transizione  dal lato opposto.
Divisi in tre gruppi su tre canestri: tiro contestato. Cinque spot, difensore sotto canestro che controlla palleggio del coach in corsia centrale; il coach accenna penetrazione e passa in angolo al tiratore che prende e tira. Il difensore corre fuori per contestare il tiro. Chi tira esce, chi difende tira, chi è sotto canestro difende.
“Torello”. Quartetti, 3c4, 4 attaccanti al perimetro dell’area dei 3 secondi; tre difensori in area a triangolo. Gli attaccanti si passano la palla con passaggi diretti e battuti a terra. I difensori cercano di intercettare.
Tagliafuori, 3c3. Divisi con tre colori. Difensori fissi disposti in area a triangolo, attaccanti girano correndo e passando oltre dei segnali a terra, i tre difensori parlano per consegnarsi chi passa nella loro zona di competenza. Al tiro del coach, tagliafuori. Stesso lavoro, con attacco da fermo

Un giocatore per due T.L. e tutti sulla linea laterale.

Divisi su due canestri, due gruppi lunghi/esterni. Esterni, esercizio di 1c1 per tagli in area e gioco post-up: difesa in anticipo del post-up.Lunghi, difesa su taglio UCLA e recupero sull’attaccante che si apre sui 3 pts. Lunghi, difesa su blocco esterno in allontanamento e recupero sull’attaccante in apertura sui 3 pts.
Cambio canestro tutti.
Lunghi. Gioco di P/R con roll in area e/o mezzo angolo: soluzioni di tiro. Stesso sul lato opposto, soluzione di P/Pop.
Esterni. Da posizioni perimetrali, 3c0 penetro e scarico con soluzioni di dribble hand off.
Lunghi. Due assistenti, uno in lunetta l’altro sotto canestro. Da post basso, skip pass in ala lato opposto, taglio verso il post alto e ricezione in corsia centrale. Lettura del posizionamento del coach e partenza per tiro da sotto contestato. I due assistenti sono con cuscini e “spingono e menano”.

Cambio canestro, tutti ad un canestro.
A tre colori, 4c4 1/2 campo.
Con 12 secondi. 4c4 difesa su dribble hand off. Pari ruolo cambio, no pari ruolo “forbici”. Stesso con 18 secondi.
Con 22 secondi. 4c4 difesa P/R. Show su P/R più cambio con passaggio al rollante, stare se non coinvolto il bloccante. Posizioni flottate per gli altri.
4c4, difesa screen down. Disposizione gabbia. Coach passa ad uno dei due post, l’altro scene down per esterno in angolo. Stesso con coach che passa direttamente in angolo ad un esterno, stagger lato opposto e stagger per chi aveva ricevuto.
4c4 “paint game”. Quattro giocatori in linea sulla linea di fondo, lunghi in angolo, esterni post basso. Coach passa in angolo ad un lungo, i due esterni fanno tandem cieco per l’altro lungo che va post-up.
Un giocatore per due T.L. e tutti sulla linea laterale.
3co, 2 esterni ed 1 lungo. Letture su blocco a scendere del lungo centrale verso ala e cambio della difesa. Scelte dell’attacco.
4co, 2 esterni e 2 lunghi. Stesso con l’altro lungo che sale per chiudere triangolo di passaggio interno.
3co, 2 est. ed 1 int.. Letture su blocco in allontanamento del lungo per esterno e cambio. Scelte attacco.
4co, 2 est + 2 int.. P/R del lungo opposto alla palla, slip e letture. Stesso su blocco flat del lungo lato palla; uso dell’altro lungo che sale in post alto per chiudere triangolo di passaggio.

5c5, lavoro contro zona e uomo, zone press, ecc. Nessuna spiegazione, privacy.

Divisi su due canestri, esterni e lunghi. Esercizi propedeutici per attacco zona.
5c5 t.c. da rimessa fondo campo.

Esercizi divisi per ruoli. Esterni, difesa post-up da taglio dinamico. Lunghi, aiuto su dribble hand off e recupero su taglio del bloccante.

5c5. 1/2 campo + transizione.

Divisi su due campi. 5c0 contro zona.
5c5 1/2 campo, attacco zona.

5co 1/2 campo, soluzioni per la uomo. Rimesse fondo e lato.

L’allenamento si sviluppa su un concetto di base: ritmo ed attenzione altissima. Non ci sono mai pause, neanche per bere, si beve al volo con qualche graduate assistant che ti porta la borraccia. Il ritmo è infernale ma la squadra si vede che è abituata e che ci danno.
A fine allenamento parlo con Nicola Akele che mi dice che fanno fatica, che non è semplice non solo per lui ma per tutti. Ma sanno che questa è la strada. Dalle parole di Nicola, mi rinforzo e convinco ancora di più che se alla squadra gli fai delle proposte che hanno un senso, i giocatori rispondono e sono stimolati. Questi non lo fanno solo perché hanno 18-22 anni.
A fine allenamento Jim mi dice un po’ della squadra e delle loro ambizioni. Dell’asse portante della squadra squadra come forza motrice, di qualche individualità Mi racconta anche di Nicola.
Per Jim Nicola è un ragazzo eccezionale, con un’altissima attitudine al lavoro. Molto serio, disciplinato ed educato, ha ottimi risultati anche a livello scolastico. In sintesi il ragazzo che darebbe soddisfazione a qualsiasi genitore. Complimenti Nicola, ci vediamo domani.

Mentre parlo con Jim, si avvicina coach Hurley che mi saluta. Mi racconta che due anno fa sono stati in tournée in Italia e che ama l’Italia. Beh almeno questo mi dà soddisfazione. Dover raccontare sempre come il nostro livello culturale sportivo/scolastico è inesistente, compensa con il fatto che a monumenti, bellezze architettoniche, antichità, paesaggistica e tesori naturali, la possiamo spiegare al mondo intero…Thanks coach, I’m totally agree about my nice country.

Jim mi dice di aspettarlo che va in ufficio a recuperare le chiavi ed andiamo a mangiare qualcosa per pranzo. Beh veramente sono le 4:20 del pomeriggio e parlare di pranzo fa un po’ strano. Mentre aspetto Jim, parlo con una persona in Italia che al racconto dell’andare a pranzo alle 4:20 del pomeriggio, fa un po’  sorridere. Beh effettivamente è strano ma poi qui i tempi sono molto diversi dai nostri. Se pensate che spesso gli allenamenti del mattino sono alle 8:00-8:30 anticipati magari dalla riunione delle 7:30, non c’è da sorprendersi per il resto.

Jim mi porta nel “corner food”, un posto dove ci sono più punti di ristoro e dove puoi mangiare di tutto, dal cinese al messicano, alla pizza italiana al sushi. Andiamo in un locale dove fanno un po’ di tutto. Io mi prendo un chicken burger con insalata e spinaci e delle patatine, acqua naturale.
Mentre mangiamo si parla un po’ della situazione del basket italiano dove Jim è curioso nel sapere su giocatori, squadre, livello competitivo europeo e nazionale, ecc.
Ci rimettiamo in macchina e Jim mi riporta al Campus. Jim ci vediamo domani mattina per il vostro allenamento. Grazie della tua ospitalità e del panino, a buon rendere. Il tempo è peggiorato, la pioggia è aumentata. Vuoi vedere che domani mi tocca indossare il giaccone invernale mai messo?
A domani.

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