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Day #12 – New Jersey: Seton Hall

novembre 17, 2015

Walsh Gimnasium al Campus

Anche stamattina si va in “trasferta”. Dopo la scorpacciata di km fatti in treno (circa 90) per andare a Stony Brook nella parte estrema di Long Island, oggi vado dalla parte opposta, 35 km circa per il New Jersey, l’Università dei Pirates di Seton Hall.
Parto da Brooklin in direzione Penn Station dove dovrò prendere il treno per il New Jersey. Arrivato a Penn Station, c’è una confusione non indifferente. Va bene che è domenica ma sembra veramente disumana. Dopo aver fatto il biglietto ed avere circa una mezza ora di tempo, esco fuori e la calca aumenta. Presto risolto il rebus. Al Madison Square Garden, che è sopra la stazione di Penn, c’è una partita dei Knicks che giocano alle 12:00 contro New Orleans. Nel mezzo della massa del pubblico, non puoi non incrociare qualche “scalper”, i nostri bagarini, pronti ad offrirti o ad acquistare biglietti.
Il viaggio in treno è molto comodo ed arrivo dopo circa 40 minuti alla stazione di South Orange. Per arrivare all’Università mi faccio una bella passeggiata, approfittando della giornata di sole.

Oggi la partita era al Walsh Gymnasium a South Orange, palazzetto all’interno del campus da 2600 spettatori. L’impianto è un gioiello, una piccola bomboniera, curata nei dettagli. Nella parte alta di uno dei due lati corti, c’è una vetrata che accoglie la sala ospitality. Le persone di riguardo dell’Università ed i donatori, sono ospiti ben graditi dell’Università. La sala ospitality si affaccia sul campo grazie alle vetrate che la contengono. Un vero gioiello.
Le tribune sono abbastanza anguste; dovendo farci entrare il massimo delle persone, gli spazi sono un po’ ridotti ma comunque la partita si vede bene. Mi sistemo dietro la panchina di Seton Hall, mi aveva lasciato il biglietto il DBO della squadra, il sig. Ryan Whalen.
L’ambiente molto raccolto, tutti si mettono come sempre in fila per qualsiasi cosa. A volte mi dò coscienza che l’istinto mi direbbe di fare la furbata di scalare la fila ma il buon senso ed il rispetto civico, mi mantengono saldamente al posto della fila che sto occupando. Piano piano quasi tutti i settori si riempiono. La banda proprio di fronte la panchina di casa, dà fiato a tutte le risorse che hanno gli strumentali. Pezzi gradevoli, assolutamente bravi.

Le due squadre da subito si affrontano su piani tattici: zona per entrambe, pressing a tutto campo costante per Wagner occasionale per Seton Hall. Le variazioni tattiche sono di assoluto interesse e la partita resta in equilibrio per i primi 10 minuti. All’intervallo Seton Hall ha acquisito un discreto vantaggio di 14 punti. La seconda parte prosegue con lo stesso canovaccio anche se Wagner spesso fa rubate e gioco in contropiede, che le permettono di restare attaccata alla partita.
La gara sembrava decisa, a senso unico per Seton Hall. Ed invece, un po’ la tenacia e l’aggressività di Wagner, un po’ forse la rilassatezza di Seton Hall, hanno permesso alla partita di riaccendersi proprio in dirittura di arrivo, tenendo un po’ tutti con il fiato sospeso. Vince meritatamente Seton Hall anche se Wagner può uscire a testa alta da questo incontro. Ci sono diversi giocatori interessanti in entrambe le squadre; Wagner l’avevo già vista a St. John’s l’altra sera, mi ha confermato quanto mi ero fatto idea su alcuni dei suoi giocatori.
Finita la partita resto per 20 minuti in tribuna, pensando potesse arrivare il sig. Ryan Whalen. Non lo ho visto, peccato lo volevo ringraziare personalmente per il ticket della partita, oltre a fargli i complimenti per la partita vinta.

Come sapete tutti, ormai chi mi conosce sa che non riesco a non esternare quello che penso, devo dirvi di un episodio riferito a Seton Hall.
Vi racconto brevemente, solo per spirito di cronaca.
Circa nove giorni fa, anzi senza il circa, esattamente nove giorni, ho mandato una mail al sig. Bryan Whalen, il DBO della squadra. Gli ho anticipato una mia visita, come del resto ho fatto con tutte le altre università (alcune anche con pochissimi gg di anticipo), le quali Università sono state tutte estremamente disponibili. Oltre a farmi incontrare con il Coach ed Direttore del Dipartimento Sportivo, mi hanno fatto sempre partecipare agli allenamenti ed addirittura a Brown e Columbia, anche alla riunione degli allenatori, al meeting-video con la squadra. Oltre a questo, gli altri Director of Basketball Operations, mi hanno fatto da Cicerone per una visita nel loro Campus, oltre ovviamente dedicarmi del tempo per le mie curiosità da allenatore. Come vi dicevo nove gg fa mando la email di richiesta per poter partecipare ai loro lavori. Dopo cinque gg di silenzio assoluto, decido di mandare una nuova mail facendo riferimento ai contenuti della prima ed aggiungendo che sono disponibile anche la mattina prima della partita ed il giorno successivo. Il DBO Whalen finalmente mi risponde, dicendomi che il giorno della partita è un momento molto etico per tutto lo staff…e che quindi non è possibile incontrare nessuno. Capisco e rispetto. Mi aggiunge che il giorno dopo è riposo e che il giorno dopo ancora partono. Capisco che non vogliono vedermi, non gli va di perdere tempo con me.
Non credo che sarebbe stato impossibile, non dico il giorno della gara che posso anche capire le abitudini altrui, ma almeno il giorno dopo, non c’è uno spazio di 5 minuti per dedicarmi quattro chiacchiere? E neanche il Direttore del Dipartimento? Poi nell’ultima email mi dici di farti sapere se torno negli states così “we can hopefully connect!” Mah…mi dà tanto l’impressione che il sig. Whalen abbia voluto fare un mega “taglia fuori” ed anche un po’ prendermi in giro.
Seton Hall complimenti per la vittoria ed un grosso in bocca al lupo per la stagione.
Sig. Whalen a lei l’in bocca al lupo oltre che per la sua carriera, ne ha bisogno, anche per non trovare davanti alla sua strada persone come lei poco disponibili. Il tempo dice sempre quello che sono le persone e lo dirà anche per lei.

Ritorno a New York alla Penn Station, c’è ancora un po’ di pomeriggio da passare. Faccio un giro tra la 5th e la 7th. Arrivo al Rockefeller Center, alla cattedrale di San Patrick, un capolavoro di arte gotica che si staglia tra i grattaceli mettendoli casi a disagio di fronte ad un’opera artistica di tale pregio. La costruzione della cattedrale è durata circa 30 anni per diverse ragioni. Ma le bellezze di questa cattedrale non finiscono solo al di fuori, è un gioiello anche dentro. Oltre all’abside, l’altare centrale, il rosone e pezzi scultorei, lascia di stucco la maestosità dell’organo posto alle spalle della facciata di ingresso. Un’opera d’arte, credo tra i più grandi al mondo. E sentirlo suonare è ancora più maestoso.
Rientro nella confusione e modernità della grande mela. Timer Square di sera ha il suo fascino abbagliante, anche il Rockefeller Center ti lascia sensazioni forti. MA anche The New York Public Library ha il suo fascino. Insomma se vuoi scoprirla, New York ti riserva delle sorprese.

Domani si va nel Bronx, allenamento di Fordham. Have a nice night.

1 Thought on "Day #12 – New Jersey: Seton Hall"
  • anche io facevo fare dei giri di campo ai giovani poco attenti, ma mi mancava la pista tutto intorno. che spettacolo!

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