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Day #15 – New York: St. John’s University

novembre 21, 2015

Coach Chris Mullin

La partita NBA di ieri sera è stata assolutamente piacevole. Atlanta ha un gioco interessante, lo fanno di squadra, hanno idee nel muovere la palla e trovare iniziative individuali, con un ottimo equilibrio. Brooklyn alla fine ha vinto comunque meritatamente. Le ottime realizzazioni da 3 nel terzo e quarto tempo, hanno dato quel plus in più per vincere. Come vi dicevo l’ambiente che si vive prima e durante la partita è coinvolgente. Tutto ruota intorno all’evento che è curato nei minimi particolari, nulla è lasciato al caso.
Oggi allenamento ancora alla Lou Carnesecca Arena di St. John’s University. L’allenamento è di preparazione per la partita di domani. Ci sono molti infortunati e la squadra è ridotta all’osso. Dopo la seduta di video, c’è il 5c5 walk through in campo rivedendo i giochi degli avversari.
Mentre i giocatori fanno stretching, viene a salutarmi Greg St. Jean, uno degli assistenti. Greg è un pò la mente occulta dello staff. Moltissime cose passano sotto la sua responsabilità, proposte, iniziative, scelte. Ovvio che avrà confronto con tutti in primis con Mullin ma in campo è quasi sempre lui e solo lui che svolge il canovaccio del lavoro. Persona educata, de scusa per non avermi salutato ieri. Ci mancherebbe, sappiamo come è il nostro lavoro. Gli faccio i complimenti per wuello che ho visto nella gestione della partita ed anche dell’allenamento. Viene a salutarmi anche l’altro assistente Zandolm, giocatore che ha calcato tanti parquet europei ma mai quello italiano. Gli chiedo come mai e mi risponde che una volta ha avuto occasione di venire in Italia ma un offerta migliore dalla Polonia, non gli ha permesso di giocare il nostro campionato. Mi dice che comunque vuole venire in Italia perché è fantastica. Grazie Zan.
L’allenamento inizia con un esercizio difensivo a tutto campo di 3c3 “forbici”, doce tra pari ruolo cambiano e tra non di ruolo fanno le forbici.

Segue un esercizio a mezzo campo dove un esterno, da una posizione di aiuto, recupera sul suo uomo in ala, pressandolo per non far passare la palla facilmente al post basso. Altro esercizio a metà campo 3c3 con due post in posizione di gabbia ed Un play. Passaggio ad uno dei due post, spostamento in ala dallo stesso lato. Il post ripassa la palla al giocatore dal quale l’ha ricevuta e gioca un P/R. La difesa fa fondo con l’esterno, il lungo del bloccante aiuta dentro, l’altro difensore del lungo è flottato dal lato debole. L’esterno in attacco gioca penetrazione sul fondo, il suo uomo ed il lungo lo chiudono, il bloccante si apre. Al passaggio dell’esterno al lungo, l’altro lungo fa aiuto e recupero dando il tempo al suo compagno di recuperare la situazione.
Ancora 3c3 a mezzo campo. Tre attaccanti e difensori in posizione di play post basso ed ala-angolo lato opposto. Due coach in posizione di guardia. Uno dei due che penetra a canestro e passa all’altro coach sul lato opposto, aiuto e recupero di tutti. L’altro coach tira, tutti tagliafuori.
Metà campo, 4c4 + coach. I quattro attaccanti disposti a quadrato. Il coach passa ad uno dei 4 oppure attende che uno di quelli alti blocchi per uno in angolo. Si gioca fino al tiro e tagliafuori. Si usa anche dai e segui per richiamare l’esercizio fatto prima delle forbici.
Divisi su due canestri.
Un gruppo gioca 3c3 – due esterni ed un centro – posizione di play, ala e pivot lato opposto. Sulle forbici di 1 e 2, i difensori cambiano, X5 protegge. Nel cambio il difensore che prende la palla, fa fondo.
All’altro canestro, 3c0 – due guardie ed un centro – giocano attacco alla zona. La guardia con la palla penetra nella prima linea o tra la prima e la seconda; esegue passaggio all’altra guardia. Il lungo sale e riceve. I due esenti entrano nel cono visivo del lungo.
Tutti su un canestro: 5c5, varie soluzioni con conversione.
Ad un canestro, 5c0, soluzioni specifiche.
Tiro: due squadre, lunghi e piccoli. Piccoli da 3, lungi da 2. Quattro spot da coprire, si cambia spot dopo un minuto, lavoro totale di 4 minuti. Stesso cambiando canestro.
T.L.

Finito allenamento, Luca mi fa fare un ulteriore giro nella sezione del basket. Ormai i lavori di ristrutturazione, personalizzazione ed abbellimento, sono quasi ultimati. Un vero spettacolo vederli e fotografarli. Penso che per quello che vedete, siete i primi a vederlo. Una cura dei particolari, una promotion del verbo “Red Storm” che trasuda anche dai muri. Veramente molto bello, credo che l’allestimento farebbe invidia a tanti college o club.
Coach Mullin mi regala una foto con lui. Beh non capita tutti i giorni. Torno in palestra a salutare Greg e ci auguriamo il meglio per entrambi.
Luca con estrema cortesia mi accompagna all’uscita. Ci congediamo con un abbraccio.Grazie Luca, ho apprezzato le ore dei giorni passati insieme. Grazie mille.
Chiudo la serata con una cena con il mio amico Massimo Rizzo, agente italo americano che risiede qui a Brooklyn. Massimo mi ha mandato un messaggio stamattina dicendomi che era rientrato dall’Italia. Quale occasione migliore per mangiare una cosa insieme e parlare un po’ della nostra vita privata e del basket ovviamente. Una piacevole serata, mangiando una cesar salad e bevendo un paio di birre. Grazie Max.

Termina così questa lunga parentesi newyorchese. Sono stati 8 giorni pieni, con la possibilità di vedere e studiare realtà diverse, ognuna con le sue peculiarità. In più la città ti regala sempre belle emozioni che arrivano agli occhi e ti vanno alla mente ed al cuore.
By by New York, see you soon!

Domani mi trasferisco a Princeton, altra sede storica dei College americani. Stay in touch

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