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Flavio Ugolini

Amici.

Ho voluto inserire questa sezione nel mio sito, perché oltre alla famiglia, le amicizie sono quelle che tracciano l’ulteriore solco della tua formazione e crescita. La parola “amico” lascia innumerevoli interpretazioni al valore che ha per ognuno di noi tale accezione. Cliccando “amici” sui motori di ricerca, la prima cosa che ti viene evidenziato è la trasmissione televisiva della Maria De Filippi, poi in ordine sparso il film “Amici Miei” di Mario Monicelli, oppure “Quasi Amici” la pellicola con la splendida interpretazione di Francois Cluzet ed Omar Sy. Risultati quanto mai singolari, dovendoli anteporre al vero valore e significato dell’amicizia. Continuando a cercare trovi diverse definizioni. Come aggettivo, l’amico è colui che “che manifesta aiuto, attaccamento e sensibilità”; come sostantivo, è “persona verso cui si prova un intenso e contraccambiato sentimento di affetto ed attaccamento, oltre che di vicendevole simpatia e con cui si può condividere”. Ecco, direi che mi ritrovo abbastanza in questi virgolettati. Aggiungo anche che “amico” è cosa rara, difficile da trovare, non facile per instaurare vicendevole e vera “amicizia”. Se guardassimo a Facebook, saremmo pieni di “amici” ma sappiamo benissimo che quel termine del social sta a significare un contatto che a volte neanche sappiamo chi sia…

La nostra crescita come persone, ci ha dato la possibilità di saper distinguere chi veramente ti è amico. L’amico vero è quello che, a volte, è un po’ il fratello aggiunto, a volte un secondo “padre o madre” molto virgolettato. E’ quello che ti è più vicino nel capire e capirti. Ma è quello che sa dirti la cosa giusta anche contro i tuoi interessi, non dandoti sempre ragione nelle scelte che fai.
Difficile trovare un “vero” amico. Capita spesso di provare profonde delusioni da chi pensavi ti fosse veramente amico. Capita anche di capire che quello che si cela come amico, in realtà è solo un “conoscente” che a suo uso e consumo ti tratta e considera come “amico” per necessità od esigenza. E’ un’analisi veramente complessa. Mi viene in mente un aforisma che cita ” Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io….”! Effettivamente non bisogna stare con la guardia troppo bassa finché non hai veramente certezza di chi ti è veramente amico. Per quello che mi riguarda faccio fatica ad annoverare lunghe schiere di nomi tra i miei amici. Sono veramente pochi i veri amici e, forse, le dita di due mani sono veramente troppe…

Apro questa sezione con un vero Amico che purtroppo non c’è più. Una malattia, la malattia del secolo, me lo ha portato via qualche anno fa all’età di 45 anni. Flavio è stato un amico conosciuto all’università, insieme a Silvia, diventata poi sua moglie e Massimo. Eravamo un quartetto che nel tempo si è sentito sempre molto unito, radicando l’amicizia anche all’interno delle rispettive famiglie, condividendo tanti Natale e Capodanno. Poi anche con Massimo ci legava il tifo per la nostra Roma. E’ stata anche quella occasione di abbracci, sfotto ed anche qualche arrabbiatura. Sicuramente per il mio lavoro, io ero quello più difficile da frequentare e con il quale pianificare. Ma ogni volta che avevo la possibilità, cercavamo di stare insieme. Tanti i ricordi, tante le occasioni per verificarci e certificarci amici. Abbiamo condiviso tanti momenti di goliardia e spensieratezza ma anche momenti difficili che ci hanno aiutato a crescere. Ogni volta che c’era occasione si stava insieme, ogni volta che avevamo un dubbio e avevamo bisogno di un confronto, sapevamo chi chiamare. Ci sono i particolari, le piccole cose di cui uno si confida reciprocamente, quei “segreti” che confidi solo a chi sai che veramente saprà custodirli. Nel periodo della malattia di Flavio, ci siamo dati ancora più coscienza di quanto eravamo legati. In quei momenti ti dici cose che forse non ti saresti mai detto, ti metti uno di fronte all’altro per quello che sai potrebbero essere le ultime occasioni di parlarti in vita terrena. Ed allora escono riflessioni, risate o lacrime, come mai ti saresti immaginato. E’ anche in quei momenti che rendi ancora più solido il rapporto. Ne avevamo entrambi coscienza che, forse, non avremmo avuto tante altre occasioni per dirci quello che non ci eravamo detti in modo totale. E’ stato bello, ci siamo arricchiti entrambi. In quelle situazioni, ti rendi conto che stai per perdere qualcosa ed allora cominci a farti gli scrupoli di come hai vissuto poco quel rapporto e ti maledici per non averlo fatto in modo più profondo. Flavio sei stato una bella parentesi delle mie poche amicizie, grazie per avermi fatto partecipe del tuo essere. Ciao Amico mio.

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